mercoledì 9 marzo 2011

APPUNTAMENTO DEL 10 MARZO 2011





VI ASPETTIAMO

GIOVEDI 10 MARZO CON UNA NUOVA PUNTATA DI

DIMENSIONE X:INDAGINE NEL MISTERO

CON LILLY ANTINEA ASTORE E AURORA FERRAMOSCA!!!

TEMA DELLA PUNTATA:
"CIVILTA' GALATTICHE"








OSPITI DELLA SERATA:



ISABELLA COSMA:


ricercatrice nell'ambito del contattismo di natura ufologica - collaboratrice nonche' contnuatrice dell'opera di Eugenio Siragusa



" Sullo scenario del contattismo, predomina 1 figura affascinante e molto contrasta:chi è Ashtar Sheran?"



MORENO TAMBELLINI:


fondatore del "Guppo ricerche ufologiche Shado"consigliere del C.U.N. e membro della S.U.F. Da 10 anni organizzatore del " Convegno Ufologico Toscano".scrittore e conferenziere,Tra le sue opere "alieni in italia"



"Quante e quali sono le razze che popolano l'Universo?"



CRISTIAN ROSSI:

ricercatore e divulgatore, da anni si dedica con impegno allo studio delle scienze di frontiera offrendo un informazione corretta e sempre aggiornata, approfondendo in particolar modo, tutte le tematiche inerenti il simbolismo, la spiritualità, astroteologia, miti e archeologia misteriosa, ambiente e scie chimiche, signoraggio bancario e nuovo ordine mondiale



" Le interferenze aliene dal punto di vista psichico."



MARIA ROSA FRANCO:


 Fondatrice del "Centro studi di Lecce" ,Pranoterapeuta- Cavaliere dell'Ordine Esoterico Della Pietra D'Oro



 Pranoterapeuta del "CENTRO STUDI DI LECCE" 



Ospite in studio: MAURO PANZERA:


 Coordinatore reginale de C.U.N. Puglia.Consigliere Nazionale d S.U.F. e dell'ass."Osservatorio Parlamentare per lo studio del fenomeno u.f.o."conferenziere, ha scritto"Il trattamento dei dati personali in ufologia" e "Ufo in italia 1977-1980 -la grande ondata"



"Gli uomini volanti del 1944: "The Mothman: l'uomo Falena"






Potrete seguire il programma radiofonico dalle 22.00 alle 24.00 On Air sulle seguenti frequenze:











Potrete inoltre inviare le vostre domande all’indirizzo e-mail:
dimensionex@live.it
Per intervenire in diretta potete telefonare allo:0832311410, mentre per mandare un sms:3279469503.

Anche nella puntata di domani ci sarà l'opportunità di vincere un consulto gratuito presso il "CENTRO STUDI" di Maria Rosa Franco.









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martedì 1 marzo 2011

appuntamento del 3 marzo




VI ASPETTIAMO

GIOVEDI 3 MARZO CON UNA NUOVA PUNTATA DI

DIMENSIONE X:INDAGINE NEL MISTERO

CON LILLY ANTINEA ASTORE E AURORA FERRAMOSCA!!!

TEMA DELLA PUNTATA:

"Essere al centro del proprio essere ovvero viaggio fino al centro del sè tra Spiritualità, Armonia e Medicine integrative"



OSPITI:

CRISTIAN ROSSI:

ricercatore e divulgatore, da anni si dedica con impegno allo studio delle scienze di frontiera offrendo un informazione corretta e sempre aggiornata, approfondendo in particolar modo, tutte le tematiche inerenti il simbolismo, la spiritualità, astroteologia, miti e archeologia misteriosa, ambiente e scie chimiche, signoraggio bancario e nuovo ordine mondiale.
“Coscienza contro tecnologia: armonia come disconnessione dall' ipnosi collettiva e dalla paura, alla riscoperta del senso autentico dell' esistenza."

FRANCO MARIA ROSA:

fondatrice del"Centro Studi"all'interno del quale svolge attivita'di ricerca ed applicazione di pranoterapia e psico-somatica,medicina olistica,sciamanesimo. Esperta di esoterismo,parapsicologia,astrologia cosmico-organica,chirologia.Medium-esorcista.
” Pranoterapia e Psicosomatica: come riarmonizzare gli squilibri del campo energetico Vitale.”

ANTONINO FURFARO:

ricercatore ,Formatore di corsi aziendali presso u.s.l. ed enti pubblici e di educazione continua in medicina.Autore ed ideatore del Metodo "Tocco col Cuore"e TCC( tripla comunicazione contemporanea) "Files" e" mind-chess". Conferenziere nazionale ed internazionale di medicina complementare.
" Un innovativo metodo somato-psichico per l’autoguarigione.”


MARISA GRANDE:

ricercatrice,scrittrice e divulgatrice nota in campo internazionale come artista leader del Movimento Synergetic-art, da lei stessa fondato.E' presente in libri e riviste d'arte e vanta molteplici premi di prestigio legati a manifestazioni nazionali ed internazionali.
Socia dal 2001 della Società Italiana di Archeoastronomia-Osservatorio Astronomico di Brera-Milano, tratta di paleo e archeo astronomia, cosmologia e simbologia dell'arte e nella scrittura in convegni e riviste a orientamento specialistico.
“ L’uomo ed il Cosmo: come mantenere integra l’Armonia nell’Universo.”


VITTORIA FORNARI:

Ricercatrice, scrittrice e insegnante.Dalla metà degli anni settanta ha aderito a progetti nazionali ed internazionali per la ricerca spirituale e lo sviluppo del potenziale umano.Presidente dell’Istituto Maitri Discipline Olistiche e Naturali, ha al suo attivo una intensa attività di promozione di eventi a sfondo sociale e culturale.

” Come coltivare la propria salute in modo naturale e spiritual.le vie della salute e della consapevolezza.”




Potrete seguire il programma radiofonico dalle 22.00 alle 24.00 On Air sulle seguenti frequenze:







Potrete inoltre inviare le vostre domande all’indirizzo e-mail:
dimensionex@live.it
Per intervenire in diretta potete telefonare allo:0832311410, mentre per mandare un sms:3279469503.

Anche nella puntata di domani ci sarà l'opportunità di vincere un consulto gratuito presso il "CENTRO STUDI" di Maria Rosa Franco.






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mercoledì 23 febbraio 2011

Programma della Puntata del 24 febbraio...




VI ASPETTIAMO

GIOVEDI 24 FEBBRAIO CON UNA NUOVA PUNTATA DI

DIMENSIONE X:INDAGINE NEL MISTERO

CON LILLY ANTINEA ASTORE E AURORA FERRAMOSCA!!!


La manipolazione delle sette tra religione, ufologia e
nuovi culti dell' epoca contemporanea.










Potrete seguire il programma radiofonico dalle 22.00 alle 24.00 On Air sulle seguenti frequenze:







Potrete inoltre inviare le vostre domande all’indirizzo e-mail:
dimensionex@live.it
Per intervenire in diretta potete telefonare allo:0832311410, mentre per mandare un sms:3279469503.

Anche nella puntata di domani ci sarà l'opportunità di vincere un consulto gratuito presso il "CENTRO STUDI" di Maria Rosa Franco.






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martedì 22 febbraio 2011

Jonestown, il più grande suicidio di massa della storia

Era il 18 novembre del 1978 quando i 912 seguaci della setta del «Tempio del Popolo» si tolsero la vita


Il 18 novembre 1978, 912 persone, seguaci della congregazione religiosa del «Tempio del Popolo», si suicidarono in massa nella loro comune di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro, secondo gli ordini del loro capo, il reverendo Jim Jones.


nella foto :Jim Jones
Nonostante le lusinghiere opinioni di molti personaggi importanti, però, Jones, verso la metà degli anni Settanta, cominciò a dare segni di squilibrio: si credeva la reincarnazione di Cristo e Lenin insieme, diceva di essere in grado di compiere miracoli e le prime voci di molestie sessuali nei confronti di alcuni adepti cominciarono a diffondersi.

nella foto:Il trono in legno dal quale Jones teneva i suoi discorsi politico-religiosi: sopra un cartello con la scritta "Chi dimentica il passato è condannato a ripeterlo".

Messo sotto accusa da più parti e sentendosi braccato, Jones prese segretamente accordi con il governo della Guyana per ottenere alcuni lotti dei terreno nella giungla: così, nell’estate del 1977, più di mille persone si trasferirono nella nuova «terra promessa» e diedero vita a Jonestown, la comune della setta del Tempio del Popolo.

Ben presto, però, iniziarono primi problemi: i familiari dei seguaci della setta cominciarono a rivolgersi alla polizia per far tornare a casa i loro congiunti, mentre indagini giudiziarie scoprirono frodi fiscali e addirittura torture e sequestri di persona all’interno della congregazione. In seguito alle varie indagini, nel 1978, il deputato californiano Leo Ryan si recò in visita a Jonestown insieme a un gruppo di giornalisti per verificare cosa accadesse realmente nella comunità: il politico, però, venne ucciso da un seguace della setta su ordine di Jones, insieme ad altre quattro persone, durante una sparatoria mentre cercavano di ripartire dall’aeroporto con alcuni adepti che erano stati costretti a partire per la Guyana.

Fu a questo punto che qualcosa si ruppe: il reverendo Jones, convinto che la Chiesa, il governo e la Cia volessero distruggerli, salì sull’altare e ordinò ai fedeli «il supremo sacrificio per la religione e il comunismo» e per «difendersi dall’imminente invasione delle forze del Male». Centinaia di persone bevvero un cocktail al cianuro, facendo la fila davanti a un enorme bidone pieno di cianuro. Jones aspettò che tutti esalassero il loro ultimo respiro e si sparò un colpo di pistola alla tempia: attorno a lui rimasero i cadaveri di 911 persone, il più grande suicidio di massa nella storia.

nella foto:Il corpo di Jones che si sparo un colpo di pistola alla tempia.

lunedì 21 febbraio 2011

PUNTATA DEL 24 FEBBRAIO...








Setta (dal latino secta, da sequi, seguire, seguire una direzione, e da secare, tagliare, disconnettere) indica un gruppo di persone che segue una dottrina religiosa, filosofica o politicache, per particolari aspetti dottrinali o pratici, si discosta da una dottrina preesistente già diffusa e affermata.In passato poteva indicare una scuola di pensiero all'interno di una religione, senza che fosse eterodossa o che entrasse in conflitto con altre scuole. In seguito il termine assunse una connotazione dispregiativa, ricercata dalla religione dominante, per indicare gruppi minoritari che contestavano la sua autorità dottrinale e interpretativa. In tal senso movimenti come ivaldesi vennero considerati una pericolosa setta da parte della Chiesa cattolica e gli sciiti dell'Islam vennero considerati eretici nei paesi a maggioranza sunnita. A seconda dei periodi storici e culturali le controversie hanno determinato scontri anche molto violenti, persecuzioni e intimidazioni del gruppo più forte sul più debole con casi meno frequenti di ritorsioni. In alcuni casi la setta divenuta dominante ha assunto a sua volta comportamenti violenti, intimidatori e persecutori.
In tempi più recenti setta indica più frequentemente gruppi anche non religiosi sorti attorno a personalità carismatiche.
Nonostante il passare del tempo e un clima più orientato al dialogo e al rispetto delle diversità, il termine setta viene ancora utilizzato in senso dispregiativo per indicare gruppi che hanno credenze, miti e ritualità differenti rispetto a quelli della religione o della mentalità dominante. Alcuni sociologi della religione, per ovviare a questo problema, preferiscono utilizzare il termine "culto", ritenuto più neutrale. Questo termine però è frequentemente utilizzato in USA come sinonimo di setta, soprattutto per indicare gruppi borderline (definiti "cult-like").
Il termine «setta religiosa» ha una doppia interpretazione a seconda dell'origine etimologica che gli si attribuisce. Alcuni lo mettono in relazione con il verbo latino seco, inteso come "tagliare" o "dividere", e in tal senso indica le congregazioni distaccatesi da una chiesa madre: movimenti eterodossi nati in seno ad altre religioni, come la cattolica o i dissidenti delle chiese di stato evangeliche, che si sono evolute nel tempo fino a divenire religioni a pari titolo con la religione madre, con analoga forza e accettazione sociale. Oggi vi si fa riferimenti con il termine di chiese.
Altri con il latino sector, rafforzativo di sequor che significa "seguire". In tal senso indica la propensione a seguire l'insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato.
Inoltre la parola secta in latino significa dottrina, scuola filosofica e gruppo religioso, perciò una valenza negativa è, probabilmente, stata applicata in seguito, dato che sectae erano definite anche le scuole degli stoici, degli epicurei e degli aristotelici.
In inglese, invece, l'interpretazione è univoca grazie all'uso di due differenti termini: sect e cult. Con sect si intendono i movimenti considerati in passato «ereticali» in quanto distaccatisi da una chiesa madre (come ad esempio i bogomili, i catari, gli albigesi, i valdesi). Con la parola cult, invece, si indicano, più propriamente, quei movimenti che in italiano vengono chiamati "sette".Una classificazione neutrale, utile e che allo stesso tempo rispetta i principi di uno stato democratico è quella di dividere i culti, anche bizzarri, da quelli che predicano la violenza distruttiva, anche verso l'esterno.
D'altra parte i movimenti cui ci si riferisce frequentemente come sette sono estremamente variegati tra loro, sia per fonti dottrinali sia per organizzazione del gruppo. Una classificazione che non considera la pericolosità sociale, ma l'oggetto di interesse di questi gruppi, può essere la seguente:
Movimenti non religiosi

di norma si basano su principi o teorie psicoterapeutiche, politiche o economiche. Non contemplano una divinità o il senso del sacro e mettono un accento forte sulle possibilità dellamente e della psiche (cfr. Scientology o la massoneria). Per questo vi si fa riferimento talvolta come psico-sette.

Movimenti religiosi

i filoni legati alla religiosità sono numerosissimi e complessivamente possiedono il maggior numero di membri. I culti spaziano da quelli cristiani, orientali, islamici, profetici, sino a quelliapocalittici, messianici e millenaristi. Non sono infrequenti commistioni tra tradizioni religiose diverse (sincretismo religioso). Vengono accusati di muoversi con dinamica settaria anche alcuni movimenti cattolici.

Movimenti magici, occultistici e satanici


i filoni guida di tali movimenti sono innumerevoli e molto diversi. Si basano su culti di magia bianca e nera, di esoterismo, di spiritismo e filosofie pseudo-sataniche. Non sono necessariamente violenti, sebbene la presenza di una figura come Satana lo possa far supporre, poiché il Satana cui si riferiscono non è sempre quello tradizionale del Cristianesimo: in alcuni casi è piuttosto ricondotta ad un principio filosofico o a divinità ancestrali come il dio Pan; in effetti, alcuni esperti, tra i quali Cecilia Gatto Trocchi, hanno individuato sette luciferine sfumanti sia nel neopaganesimo sia nella neo-stregoneria, nelle quali i diavoli dell'inferno non sono altro che le antiche divinità pagane degradate.

Movimenti neopagani, New Age, mistico-esoterici


in questo filone è frequente il rifarsi a pratiche di meditazione orientali. Questo tipo di movimenti si caratterizza per il rifiuto delle dottrine ufficiali o delle religioni tradizionali, in favore di religioni primitive e antiche mescolate con studi sulla natura, riti magici e astrologia. In questo tipo di ambiente i gruppi professano frequentemente uno stile di vita semplice e pacifico. Possono tuttavia decidere di vivere in isolamento rispetto alla società per dedicarsi con maggior concentrazione alle proprie ricerche.
Il limite di questa seconda classificazione è quello di mettere tutto nello stesso calderone e non distinguere tra gruppi pericolosi e gruppi non pericolosi. Essa suggerisce, implicitamente, l'idea che tutti i gruppi abbiano la stessa distruttività: satanisti come new age e così via, creando un certo clima di confusione, foriera di scarsa tolleranza, nei confronti di tutti i culti minoritari.

Va rilevato che vi sono stati gruppi di orientamento religioso che hanno destato particolari preoccupazioni negli anni passati per le loro pulsioni distruttive, autolesioniste o di circonvenzione sugli adepti. Tra questi possiamo ricordare i casi più tristemente famosi: il Tempio del popolo, che nel 1978 condusse al suicidio 914 persone, di cui 276 bambini in Guyana. I Davidiani, l'Ordine del Tempio del Sole, Heaven's Gate ed altri ancora furono scoperti essersi macchiati di abusi fisici e sessuali persino su bambini, di aver depredato gli averi dei loro membri spesso per comprare armi da usarsi durante il giorno del Giudizio o contro i nemici del bene, di aver indotto i propri membri al suicidio. Talune di questi gruppi, destano la preoccupazione di taluni operatori di orientamento cattolico, poiché opererebbero anche nell'ambito della salute, come ad esempio i Damanhur o l'Energo Chromo Kinesi che con un misto di medicina energetica, gnosticismo, esoterismo New Age. Secondo questa interpretazione tali gruppi indurrebbero nei loro aderenti atteggiamenti fobici incentivanti verso tutto ciò che è ritenuto "energeticamente" contaminante. Gli operatori cattolici riconoscono nei movimenti appena citati un fine ultimo che sarebbe di "salvifico-apocalittico", ove solo le anime "energeticamente pure" dopo essersi liberate del corpo potranno essere salvate. Inutile rammentare che tali affermazioni sono di tipo interpretativo da parte di chi non condivide la linea di pensiero dei gruppi citati. Molto differenti sono invece le proposizioni dei gruppi medesimi sulle loro medesime filosofie esistenziali, le quali devono essere opportunamente spiegate e contestualizzate, ai fini di una corretta informazione verso chi decide di avvicinarsi per cercare di comprenderle e di praticarle. Va tuttavia ricordato come le conseguenze estreme messe in atto da parte di aderenti a movimenti religiosi o non religiosi siano decisamente rare. Esse rappresentano una percentuale minima soprattutto se raffrontate con il quotidiano dei molti gruppi religiosi presenti nelle varie nazioni e società, che manifestano prevalentemente il desiderio di una ricerca spirituale diversa da quella maggioritaria senza presentare nessuna di queste caratteristiche deleterie.
Per prevenire il presentarsi di abusi da parte di alcuni gruppi alcuni governi, come quello degli Stati Uniti hanno portato avanti ricerche sociologiche ed antropologiche su di essi e ricavatomodelli comportamentali ricorrenti che alcuni gruppi possono applicare.
Uno di questi aspetti viene definito con l'acronimo inglese BITE e fa riferimento alle metodologie di controllo dell'adepto da parte del gruppo: il controllo avverrebbe

sul comportamento e le abitudini della persona (Behaviour control)

sulle informazioni a sua disposizione (Information control)

sul pensiero (Thought control)

sulle emozioni (Emotions control).

In un approccio di questo tipo la persona viene coinvolta in corsi, seminari, riunioni di preghiera o studio, attività di volantinaggio e simili sempre più intense. Spesso vi sono restrizioni ferree sul modo di vestire, alimentarsi, sulle persone da frequentare, in generale sulle libertà quotidiane. Si tende, inoltre, a indurre la persona a non consultare fonti di informazione esterne o che non siano state approvate dal gruppo o a ritenerle in qualche modo impure o dannose per sé.
Particolare importanza ha il legame affettivo con gli altri appartenenti al gruppo, che tendono a iperesponsabilizzare la persona verso i suoi doveri. Mancando verso di essi si manca anche verso i propri amici, la propria famiglia religiosa. In tal senso gli studi sembrano suggerire che le persone che aderiscono a frange particolarmente distruttive di gruppi religiosi siano frequentemente introverse, timide o in condizione di forte stress emotivo o crisi esistenziale. Tali soggetti sarebbero più desiderosi di sentirsi parte di un gruppo solido, che possa guidarli e prendersi cura di loro e sarebbero più esposti a non percepire come lesive di sé alcune pratiche del gruppo stesso, anche sino a conseguenze drammatiche come quelle del suicidio di massa.

Psico-sette

Il concetto di psico-setta è stato introdotto da Margaret Singer, una psicologa americana. In Italia, Cecilia Gatto Trocchi ha introdotto il termine psico-setta. Più recentemente, Mario Aletti ritiene priva di alcuna scientificità il tentativo di riutilizzare il concetto di lavaggio del cervello, secondo l'autore già liquidato scientificamente negli anni '80, per le psico-sette. Aletti rifiuta il concetto stesso di psico-setta che ritiene talmente esteso da non risultare chiaramente distinguibile neppure dal tifo calcistico. ( setta Arkeon)

I Sullivanian
La psicosetta dei Sullivanian nacque nel 1957 per iniziativa di un gruppo di psicologi dissidenti che si distaccarono dal William Alanson White Institute, fondato da Harry Stack Sullivan, rispettato psichiatra.
Questo gruppo, nato prima come centro terapeutico, poi diventò una comunità, o per meglio dire una setta, di cui facevano parte oltre 200 pazienti, ex pazienti e terapeuti, che fra loro si confondevano. Si racconta che nel gruppo si incoraggiava l’uso di droghe, alcol e sesso libero. Nel gruppo dei Sullivanian i bambini non dovevano avere legami troppo stretti con i genitori, per evitare che potessero subire le loro ansie, pertanto venivano educati fuori dalla famiglia, all’interno di collegi e strutture residenziali. Amy Siskind, sociologa, nata e cresciuta nella setta dei Sullivanian, nel 2003 ha scritto il libro “The Sullivanian Institute/Fourth Wall Community: The Relationship of Radical Individualism and Authoritarianism”, in cui racconta particolari sulla vita all'interno della setta e sulle modalità con cui i pazienti venivano ridotti in soggezione dai terapisti.

Dr.

Tim

Il Dr. Tim, psicologo clinico, fondò il gruppo nel 1971 negli Stati Uniti.Ma n on si limitava svolgere attività terapeutica: i pazienti andavano a vivere nella sua residenza, dietro pagamento di una quota che includeva anche la terapia. Dopo essere stato accusato di abusi sui pazienti, si trasferì all’estero con il suo gruppo di circa quaranta seguaci. Uscire dalla setta non era semplice: il Dr. Tim cercava di impedire l’allontanamento con ogni mezzo, e inviava i suoi uomini all’esterno per recuperare i fuoriusciti. Per il Dr. Tim il gruppo era come una grande famiglia e perfino dopo la morte i suoi seguaci continuarono a lodarlo.


Center for Feeling Therapy
Il Center for Feeling Therapy fu fondato nel 1971 a Los Angeles da alcuni psicoterapeuti che pian piano abbandonarono il metodo su cui era inizialmente basato il loro approccio curativo. Il centro terapeutico si trasformò gradualmente in una setta di 400 adepti, e negli anni seguenti i terapisti furono accusati di gravi reati, fra cui abusi psicologici e sessuali. Dopo nove anni, i pazienti denunciarono quanto avevano subìto, e così il Center for Feeling Therapy, che aveva la sua sede principale a Los Angeles e filiali a Boston, Honolulu, Monaco di Baviera e San Francisco, fu chiuso definitivamente nel novembre 1980. In seguito al processo, nel 1986-87 i terapisti furono radiati dagli ordini professionali e furono condannati a pagare ingenti risarcimenti.
Nella sentenza il giudice scrisse che i pazienti, accomunati da una ossessiva devozione nei confronti del leader, erano costretti a dare soldi e a fornire prestazioni sessuali o lavoro non retribuito.


Santona di Melito
Come spesso accade nelle vicende delle sette, anche in quella della "Santona di Melito" si mescolano fanatismo e affari, religiosità e sfruttamento della credulità popolare. La storia di Rosa Mandato, la "Mamma Immacolata", inizia nel 1971, quando la santona arriva a Melito, in provincia di Napoli. Con il marito apre la prima casa di riposo per anziani, poi una a Vermicino, vicino Roma, e un'altra a Casaluce (Caserta). In questi istituti faceva benedizioni e guarigioni miracolose, e i fedeli aumentavano sempre più. Poi, nel 1988, ci furono le prime denunce di maltrattamenti e circonvenzione d'incapace. Un carabiniere infiltrato raccontò di anziani picchiati e costretti a fare il bagno in acqua gelata, strane iniezioni, morti sospette, pazienti derubati di ogni bene. Il 3 marzo del 1994 la Polizia e la Guardia di Finanza misero fine a questa triste vicenda.


Mamma Ebe
Mamma Ebe, al secolo Gigliola Ebe Giorgini, originaria di Bologna, era la santona fondatrice dell'ordine religioso "Pia Unione di Gesù Misericordioso", che non fu mai riconosciuto dalla Chiesa. Fu arrestata nell'aprile del 1984 ed in seguito condannata per i delitti di associazione per delinquere, truffa, sequestro di persona, abbandono dei malati ed esercizio abusivo della professione medica. L'ultimo arresto risale al 2002. E' una lunga vicenda fatta di carcerazioni, processi, condanne e accuse. Nella seconda metà degli Anni '80 le vicissitudini di Mamma Ebe hanno riempito le pagine dei giornali e ispirato un film del regista Carlo Lizzani.
Nella duplice veste di santona e di imprenditrice, Mamma Ebe amministrava un impero finanziario. L'ordine religioso da lei fondato gestiva una quindicina di istituti in tutta Italia, e aveva sede a San Baronto, in provincia di Pistoia. Il processo iniziò a giugno dell'84. Molte testimonianze portarono alla luce il fanatismo religioso, presunte guarigioni miracolose e storie di ragazzi trasformati in schiavi con la promessa di una ordinazione sacerdotale, di ragazze costrette a lavorare dopo essere diventate "suore" di Mamma Ebe. Nelle cronache di quei giorni si delineò la personalità della santona, dotata di grande carisma, affamata di sesso e di denaro, con un guardaroba da regina. Un processo breve al termine del quale arrivò la condanna a 10 anni di reclusione.
Un anno e mezzo dopo iniziò il processo d'Appello che si concluse con un'altra condanna, ma la pena venne quasi dimezzata, con la concessione degli arresti domiciliari. Nell'86 un altro arresto e nel marzo dell'87 un'altra condanna ad 8 mesi di reclusione per associazione a delinquere.
Il terzo arresto nel novembre del 1988. Nonostante le due condanne precedenti la donna non aveva mai rinunciato alla sua attività, che le procurava circa cinque milioni di lire al giorno. Nel 1992 venne assolta dall'accusa di avere creato un'associazione illecita per circuire gli anziani.
Nonostante le denunce, in molti continuarono a mostrare devozione e a venerarla come una santa. Infatti, il 25 gennaio del 2002 Mamma Ebe, a 68 anni, è stata arrestata per la quarta volta con il marito, un medico ed altri 25 collaboratori. Le indagini condotte dal commissariato di Cesena hanno portato alle solite accuse: associazione per delinquere, esercizio abusivo e continuato della professione sanitaria, falso ideologico, truffa continuata per motivi abietti, maltrattamenti, sequestro di persona. Secondo l'accusa nella sua abitazione a Carpineta, sulle colline di Cesena, avrebbe allestito la sede dove curava problemi fisici e psicologici. Durante le perquisizioni sono stati ritrovati molti gioielli, oro e farmaci. I processi giudiziari sono durati molti anni
.


Le tragedie
Ecco alcune tragedie che hanno coinvolto sette e culti negli ultimi anni:

9 agosto 1969: il primo caso che sconvolge l'America e il mondo intero. La setta satanica fondata da Charles Manson entra in guerra per liberare il mondo dai corrotti. A Los Angeles, quattro seguaci di Manson uccidono cinque persone, tra le quali Sharon Tate, 26 anni, attrice e moglie del regista Roman Polanski, strangolata con un filo di nylon. La ragazza era all'ottavo mese di gravidanza. La notte successiva la setta fa irruzione in un'altra villa e uccide altre due persone.

19 novembre 1978:
il suicidio di massa più impressionante avviene in Guyana, dove 911 membri della setta "Tempio del popolo", guidati dal reverendo Jim Jones, si tolgono la vita col cianuro. Le vittime sono uomini, donne e bambini. Il giorno precedente alcuni adepti avevano ucciso cinque persone, tra le quali il senatore statunitense Leo Ryan, che guidava una commissione d'inchiesta sulla setta.

19 settembre 1985:
sull'isola di Mindanao, nelle Filippine, 60 persone della tribù Ata si avvelenano per ordine del Gran Sacerdote Datu Mangayanon. Il santone è riuscito a convincere i suoi adepti a mangiare un miscuglio a base di pesticida. Secondo i superstiti, il santone era esasperato perchè con i suoi poteri magici non era riuscito a trasformare delle foglie secche in banconote.

29 agosto 1987:
in una fabbrica della città sudcoreana di Yonging muoiono 32 persone, strangolate o avvelenate con compresse al cianuro. Tra loro anche la fondatrice della setta, in quel momento ricercata dalla polizia per frode.

14 dicembre 1990:
in una casa di Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, 12 membri del "Tempio di Mezzogiorno" muoiono nel corso di una seduta spiritica. I cadaveri vengono trovati disposti in circolo attorno ad una altare rudimentale costruito all'interno dell'appartamento.

19 aprile 1993:
una strage seguita in diretta tv da milioni di persone avviene a Waco, in Texas, dove 84 persone della setta dei "Davidiani" e il loro santone David Koresh si uccidono appiccando il fuoco alla loro sede, una fattoria assediata da 51 giorni dalla polizia. I superstiti sono otto. Tra le vittime ci sono 17 bambini. Dopo l'estenuante assedio, le forze dell'ordine attaccano la setta con i carri armati.

11 ottobre 1993:
suicidio di massa in Vietnam, dove 53 abitanti del villaggio di Ta He si uccidono con armi da fuoco per raggiungere la felicità eterna promessa loro dal santone Ca Van Liem. Tra le vittime anche 19 bambini.

5 ottobre 1994:
una duplice tragedia avviene in Svizzera, nella setta del "Tempio del Sole" guidata dal medico belga Luc Jouret. Nella stessa notte prendono fuoco due chalet, a Salvan e a Cheiry, distanti 200 chilometri l'uno dall'altro. Quando le fiamme si spengono, tra le rovine della prima villa vengono trovati 25 cadaveri, nella seconda 23, tutti seguaci di Jouret. Sempre nella stessa notte in Canada brucia un altro appartamento di proprietà di Jouret, causando altre 25 vittime.

20 marzo 1995:
la setta neobuddista giapponese Aum Shinrikyo, guidata dal santone Shoko Asahara, fa strage nella metropolitana di Tokyo usando il micidiale gas Sarin. Le vittime sono 11, ma avrebbe potuto essere una strage di dimensioni apocalittiche. Gli intossicati sono 5.000.

23 dicembre 1995:
ancora la setta del Tempio del Sole, poco più di un anno dal suicidio collettivo in Svizzera, causa altri 16 morti, questa volta in una foresta a est di Grenoble, sulle Alpi francesi. I corpi carbonizzati sono stati ritrovati disposti in cerchio intorno ad un altare. Tra di loro anche 3 bambini.

27 marzo 1997:
all'interno di una villa di S. Diego (California), 39 appartenenti alla setta tecnologica-esoterica Heaven's Gate (detta anche Higher Source) si uccidono.

LA SITUAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA

Il 22 Giugno del 1999 il Consiglio d'Europa ha adottato all'unanimità una relazione in materia di sette del Comitato per gli Affari Legali e i Diritti Umani.

Nel documento, Adrian Nastase ha messo in evidenza che sarebbe necessario riflettere sulle conseguenze legali della manipolazione mentale e che uno sforzo particolare dovrebbe essere fatto nei paesi dell'Europa in cui non esistono ancora centri di informazione o associazioni per le vittime di gruppi di natura religiosa, esoterica o spirituale. In questi paesi l'informazione e l'educazione sono ancora più urgentemente necessari.

Nel 1998, il Rapporto sulle sette redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno ha elencato 137 gruppi settari operanti in Italia, di cui 76 religiosi, con circa 78.500 membri, e 61 magici, con 4.600 circa membri. I gruppi considerati più preoccupanti sono le cosiddette psico-sette: 15 in Italia, con 8.500 aderenti.

Molti hanno sottovalutato le sette, considerandolo un fenomeno occasionale. I fatti di cronaca che hanno interessato l'Italia dimostrano che, evidentemente, così non è.

La psicotecnologia della riforma del pensiero non è destinata a sparire, e tanto meno è innocua come i difensori delle sette vorrebbero far credere. Negli ultimi vent'anni le sette hanno affinato le tecniche persuasive e di controllo.


venerdì 18 febbraio 2011

Aspettando giovedi' 24 febbraio...



Tema della puntata di giovedi' 24 febbraio:La manipolazione delle sette tra religione, ufologia e nuovi culti dell' epoca contemporanea.

Vorrei parlare di un luogo misterioso e suggestivo,dove ho avuto modo io personalmente di visitare...
IL PRINCIPATO DI LUCEDIO. LEGGENDE E MISTERI


Lucedio, luogo estremamente suggestivo e di antichissime origini, sorge nel cuore della campagna
di Vercelli in prossimità del comune di Trino Vercellese.
La sua storia e le sue leggende sono famose a livello
europeo e la fama del luogo ha varcato l’oceano tanto
che, verso la fine del 2000, gli americani della Triagenic
sono arrivati nel principato per girare una puntata di “
The Scariest Placet on Earth” per conto della Fox Family
Channel.
Cerchiamo di capire quali sono i misteri e da dove hanno
origine, attraverso un’analisi storica, architettonica e
culturale, concentrandoci anche su alcuni luoghi che
sorgono in prossimità e che sono collegati da una trama
di oscure leggende al principato stesso.
Uno storico inglese che visitò le terre di Lucedio
all’inizio del XIII secolo, descrisse così il luogo: ”la
vista di un impiccato, appeso al ramo di un’albero che si intravede nelle nebbie della palude, non
guasterebbe di certo il paesaggio”.

LEGGENDE STORICHE

Origini storiche

Il toponimo è già attestato nel 904 e pare che vi fosse già un insediamento romano.
La data di costruzione di Lucedio è l’anno 1123, ad opera di Ranieri marchese del Monferrato, il
quale vi chiamò i monaci Cistercensi.
Tuttavia tra gli storici il 1123 non è la data certa in quanto esiste un’altra corrente di pensiero che
identifica il 1124 come anno di edificazione.
Dopo attenti ed approfonditi studi si è invece appurato che la data esatta è proprio il 1123.

La scoperta del riso

I monaci Cistercensi, iniziando la coltivazione del riso, fecero un’opera grandiosa e geniale da un
punto di vista economico e sociale che molti definirono (e definiscono) miracolosa.
Nel medioevo la pianura vercellese era malsana, inospitale e vi cresceva una fitta boscaglia.
I monaci, con grande fatica e dedizione, disboscarono e dissodarono il terreno, incanalarono l’acqua
per permettere la coltivazione del riso, pianta allora semisconosciuta, che in seguito andò persino a
sostituire il grano, molto più costoso e con un minor apporto nutritivo.
Inutile ribadire che questo lavoro fu di fondamentale importanza per l’economia di Vercelli.

Il nome Lucedio

In molti notano l’assonanza Lucedio-Luce di Dio ma, considerate le occulte leggende, la teoria
seppur plausibile sembra del tutto fuori luogo.
Considerando il contesto si può interpretare Luce di Dio come Lucifero, mitico portatore di luce
che, una volta cacciato dalle sfere celesti, si è trasmutato nel temuto demonio.
Le teorie che cercano di dare un significato al nome sono numerose e non sempre in accordo tra di
loro. La radice in “Lucus” potrebbe avere un preciso significato in quanto il territorio era una
palude immersa nella boscaglia.

La Regina di Patmos

All’interno del campanile ottagonale della chiesa di Santa Maria di Lucedio, si trova un sarcofago
che la tradizione ha sempre considerato come il sepolcro della regina di Patmos.
La leggenda narra che ella, per sfuggire alle attenzioni incestuose del padre, fuggì disperata nel
bosco fuori Lucedio.
Vedendo il padre rincorrerla ed avvicinarsi sempre di più, con un gesto disperato raccolse un
bastone e disegnò sul terreno una riga che si trasformò in un profondo corso d’acqua che le offrì
protezione impedendo allo sciagurato genitore di raggiungerla.
Il racconto è sicuramente suggestivo ma cosa c’è di vero?
Un più approfondito esame storico dimostra che l’incisione “Re” sul coperchio del sarcofago
sarebbe stata aggiunta a posteriori vanificando le possibilità che la leggenda sia alla base vera.
Tuttavia nella tradizione aleramica si ritrova ancora la figura della regina di Patmos.
Durante la IV crociata, nel 1204, l’imperatore Alessio III e l’imperatrice Eufrosina, furono catturati
dal comandante dell’esercito latino Bonifacio, marchese del Monferrato.
I prigionieri, scortati e piantonati, vennero condotti proprio a Lucedio dove un’altra leggenda vuole
che Eufrosina impazzì e in seguito morì.
In molti sostengono che Eufrosina coincidesse con la mitica figura della regina di Patmos.
Altre teorie affermano che la regina è sepolta a Montarolo e che, l’attuale santuario Della Madonna
delle Vigne, sia stato costruito sui resti della cappella funebre della donna per volere dell’abate
commendatario Vincenzo Grimani.
Inoltre ulteriori voci sostengono che fosse stata sepolta assieme al proprio giovane figlio deceduto
prematuramente.

MISTERI ARCHITETTONICI



Il principato di Lucedio potrebbe definirsi come un monastero
fortificato; all’interno di esso sorgono due chiese.
La chiesa di Santa Maria di Lucedio fu ricostruita nel ‘700 sulla
basi della precedente che, secondo una leggenda, custodisce un
terribile segreto.
Ad oggi questa chiesa risulta essere chiusa al pubblico a causa delle
pessime condizioni strutturali.
Esistono ancora edifici quali il
refettorio, la Sala Capitolare, il chiostro, i dormitori e le prigioni.
L’altra chiesa che si incontra varcato l’arco dell’ingresso del
Principato è quella del Popolo, con campanile a pianta quadrata,
adibita, un tempo, alle funzioni religiose ed oggi utilizzata come
granaio e deposito attrezzi.
Dentro queste mura si celano terribili segreti che hanno contribuito
a creare il mito leggendario ed oscuro di Lucedio.



Strani particolari architettonici

La torre del principato presenta una forma ottagonale che va contro agli schemi architettonici
dell’epoca.
Si nota come la chiesa di Santa Maria venne costruita a sud del
complesso, contrariamente a quanto si faceva normalmente.
A nord, infatti, sarebbe stata più protetta dai venti e
l’illuminazione solare, per le cerimonie religiose del mattino,
sarebbe stata ottimale.
Se consideriamo la classica pianta a forma di croce delle chiese,
costruire con l’ingresso a sud, era come disegnare una croce
capovolta.

Gallerie e cunicoli
Moltissime leggende affermano che sotto Lucedio scorrano una serie di tunnels che lo collegano
con svariate località di importanza strategica.
Sembra che in ogni paese nelle vicinanze e addirittura in alcune località del Monferrato esistano
cunicoli di collegamento con il principato.
Se così fosse esisterebbe una rete sotterranea da far invidia alla metropolitana di Londra.
Alcuni testimoni affermano di aver percorso le gallerie sotterranee fino ad un certo punto, altri
dicono che tali ambienti siano addirittura carrozzabili, ma nessuno ha mai percorso un cunicolo per
intero tanto da poter arrivare a Lucedio.

Il Lino

Si racconta che la chiesa di Santa Maria di Lucedio, che sorge su resti romani, sia stata costruita in
corrispondenza di un fiume sotterraneo chiamato Lino, il quale avrebbe un sifone proprio sotto
l’altare.
Poche notizie si conoscono a proposito del Lino.
Alcune persone sostengono che sia un fiume che scorre nel vecchio letto, oggi sotterraneo, della
Dora, altri che sia uno dei tanti corsi d’acqua ipogei della zona.
Le ipotesi considerate non sono comunque improbabili.
Nell’antichità, molti luoghi di culto venivano edificati dove c’erano corsi d’acqua perché il
movimento generava una particolare energia che veniva avvertita da rabdomanti e sciamani.
I culti successivi presero ad erigere i propri luoghi sacri presso le costruzioni precedenti.


All’interno della sala capitolare, si trovano quattro colonne che si
raccordano in volte a vela.
Le colonne sembrano apparentemente identiche ma una di esse, la
prima che troviamo a sinistra, ha una caratteristica ben precisa che
la rende misteriosa: sembra che pianga!
Il suo fusto infatti trasuda acqua in particolari momenti e viene
chiamata, appunto, “colonna che piange”.
La circostanza che gli spietati processi e le atroci sentenze del
centenario nero di Lucedio avessero luogo proprio in quella sala,
favorì la nascita della leggenda che vuole la colonna piangente in quanto testimone delle
agghiaccianti punizioni inflitte alla povera gente.
La spiegazione al mistero pare chiara se si considera che la colonna è costruita in materiale molto
poroso e quindi assorbe l’abbondante umidità presente nel terreno per poi trasudarla all’interno
della Sala Capitolare.

LA PRESENZA DEL MALIGNO


Il sabba nel cimitero di Darola.



Il 10 settembre 1784 fu il prologo di un periodo buio e di decadenza dell’abbazia: Papa Pio VI
scomunicò ufficialmente Lucedio e disperse i monaci.
Secondo il papato, la motivazione di tale grave ed estremo atto consisteva nel porre fine ad un lungo
periodo di blasfemia, eresia e degenerazione dei monaci, che da tempo si dedicavano alla
perversione sessuale ed al terrore psicologico per turpi fini nei confronti della popolazione e delle
novizie, probabilmente del monastero di Trino, oggetto dei morbosi impeti dei monaci.
Quale fu la causa di tutto?
La leggenda ci porta ad assistere ad un sabba, in una notte del 1684, nel vicino cimitero di Darola
dove alcune streghe danzano davanti al fuoco ed invocano il demonio tra le fredde lapidi di pietra;
chiamano il nome di Satana, lo ripetono tre volte e magicamente il signore delle tenebre compare.
Il diavolo si accorge che proprio lì vicino sorge l’abbazia di Lucedio e decide di sovvertire il suo
ordine e di soggiogarla al suo potere; per ottenere lo scopo voluto, si insinua nei sogni delle novizie
del monastero di Trino e le plagia spingendole ad irretire, con la loro conturbante femminilità, i
monaci di Lucedio.
Il diavolo riesce egregiamente nel suo intento tanto che,da quel
momento in poi, inizierà un periodo dove i monaci, spinti e guidati
dalla forza del maligno, perpetreranno una serie di abusi e violenze
ai danni della povere gente sfruttando il loro potere temporale
anche per giudicare ingiustamente e torturare.
La leggenda narra altresì che qualcuno riuscì a catturare e
imprigionare la forza maligna sprigionata durante il sabba che fu
poi reclusa nelle cripte della chiesa di S. Maria di Lucedio.
A custodia di questa forza infernale furono messi alcuni abati
rimasti innocenti e che, secondo la leggenda, si troverebbero ancora lì sotto mummificati, seduti su
troni e disposti in cerchio.
È molto curioso il fatto che negli archivi parrocchiali si troverebbero ancora i racconti degli incubi
fatte da alcune novizie proprio nella notte del sabba.
Da alcuni documenti dell’epoca, si evince inoltre che le novizie si liberarono delle influenze del
maligno utilizzando appositi strumenti detti brevi; erano questi sacchettini di tela all’interno dei
quali erano contenuti una serie di componenti, quali immagini sacre, erbe, copie di lettere pastorali,
frammenti di reliquie e terra proveniente da santuari.
I brevi dovevano essere confezionati in una notte con luna piena; il rito è di tradizione magica
risalente ad epoca precristiana.
Il cimitero di Darola esiste ancora ma si presenta in totale stato di abbandono e degrado.
Alcuni sensitivi portati sul luogo affermano che sia infestato da spiriti maligni e ci sia un’alta
concentrazione di energia negativa.
La leggenda è, senza alcun dubbio, molto suggestiva ma è priva di elementi storici certi.
Un’analisi più razionale ed analitica ci fa supporre quali furono i veri motivi della scomunica.
Come avvenne in altri casi, quando un gruppo diventava troppo ricco e potente il Papato sentiva
minata la propria posizione o, di sicuro, aveva interesse a sviluppare una forma di controllo.
Ecco che una mossa dalle connotazioni del tutto politiche, veniva mascherata con accuse di eresia,
satanismo o blasfemia che giustificavano le punizioni e gli scioglimenti.
Ricordiamo che la scomunica comportava anche la non indifferente confisca dei beni materiali.

Lo spartito del diavolo



Nei pressi di Lucedio, sulla strada che porta a Trino Vercellese,
sorge il Santuario della Madonna delle Vigne, una graziosa
chiesetta che fino ad un decennio fa era meta di gite domenicali per
il contesto bucolico che la circonda.
Tra le decorazioni che si sono conservate all'interno del Santuario
di Madonna delle Vigne, proprio sopra al portone d'ingresso, vi è
un singolare affresco.
Rappresenta un organo a canne, decorato con due leoni stilizzati
che reggono uno stemma sotto ad una corona reale.
Al centro di questo disegno è raffigurato un pentagramma, il cui
rigo e le cui note sono ancora parzialmente leggibili.
Esiste una leggenda legata a questo brano che pochi conoscono.
Il motivo musicale in realtà sarebbe una musica capace di
respingere la presenza demoniaca imprigionata nelle cripte di
Lucedio ma, se suonato al contrario, ne consentirebbe la
liberazione. Questa sorta di "sigillo" bivalente è stato analizzato da alcuni esperti di musica antica.
Dopo alcune settimane di studio e di elaborazioni grafiche un’esperta ricercatrice di brani antichi è
stata in grado di riprodurre il brano, che si può leggere in due versioni: tradizionale ed inversa.
Dall'ascolto della versione inversa, la nostra esperta ha notato come la musicalità grave dei primi tre
accordi di apertura del brano potrebbero essere le note di chiusura dello stesso in quanto si tratta
della tipologia di sonorità normalmente utilizzata al fine di chiusura di uno spartito.
Di conseguenza la ricercatrice giunge alla conclusione che il brano suddetto possa essere eseguito
musicalmente in senso contrario rispetto alla scrittura riportata.
In seguito, eseguendo strumentalmente il brano si può chiaramente
constatare la mancanza di una adeguata musicalità.
Questi fatti le ha fatto ipotizzare che il segreto del brano musicale non
stesse espressamente nella sonorità ma nel significato della successione
delle note, sostituite in termini di lettere, con un senso di scrittura che
va dal termine del brano all’inizio dello stesso.
I risultati sono stati sorprendenti.




FANTASMI E STRANE APPARIZIONI
Le nebbie di Lucedio



Nelle fredde notti invernali attorno all’abbazia si osservano banchi di nebbia molto bassi e fitti.
Vercelli è per antonomasia terra di nebbie, perché stupirsi tanto?
Pare che le nebbie attorno a Lucedio siano troppo basse ed uniformi per essere un fenomeno
naturale e, molte persone, hanno scorto al loro interno figure incorporee dalle fattezze umane tanto
sottili quanto inquietanti.
I contadini dicono che sono gli spiriti dei monaci che vagano ancora per quelle terre.
Sicuramente la leggenda ha carattere popolare ed ha un suo fascino atavico ma la spiegazione ben
più semplice e meno poetica è che, lì attorno la terra è ricchissima di fontanili quindi di umidità e
vapore acqueo che facilitano la consistenza dei nebbioni.

Il monaco fantasma
Numerosi testimoni asseriscono di aver scorto una figura incappucciata, che probabilmente indossa
un saio, aggirarsi nelle campagne poco distanti dal monastero.
Quando si presta attenzione al fantasma, questo improvvisamente scompare e si dilegua come
Inutile dire che l’apparizione è molto frequente in inverno quando le nebbie regnano sovrane.

Non disturbate la presenza
Si è già parlato della presenza maligna che sarebbe custodita sotto le cripte della chiesa di S.Maria
di Lucedio. La leggenda vuole che, quando ci si interessi troppo di questo argomento, la presenza
dia degli avvertimenti con nefasti epiloghi, quasi per far capire di voler essere lasciata in pace.
Nel corso degli anni ’60 si iniziarono i restauri a Lucedio e furono interrotti proprio quando si stava
per accedere alla cripta in quanto, un improvviso crollo di un soffitto avrebbe ferito mortalmente un
operaio. Altri casi simili si verificarono prima e dopo quella data.
È difficile ed improbabile stabilire un nesso di causa tra la leggenda ed i fatti.
Normalmente l’immaginario collettivo tende a collegare senza criteri logici eventi tragici ad un
luogo considerato misterioso e tende a vedere coincidenze anche dove non esistono o rientrano in
una casistica del tutto normale a livello statistico. assorbito dal terreno.

CURIOSITA’ E FATTI STRANI
L’ uomo murato
Ci è stato raccontato che durante il restauro di una delle abitazioni interne all'abbazia di Lucedio
trovarono un uomo sepolto dietro ad un muro.
Il cemento lo aveva conservato quasi perfettamente ed erano ancora visibili gli abiti.
Le informazioni in nostro possesso non sono tali da permetterci di capire se poteva trattarsi di un
monaco o di qualche altro sfortunato e più recente personaggio.
La ragazza arsa viva
Una leggenda racconta che, anni fa venne trovato, nei pressi dell'isolata abbazia di Lucedio, il corpo
di una giovane, completamente bruciato.
Visti i presupposti si pensò a macabri rituali magici, ad una vittima da sacrificare
Come Massimo Polidoro insegna, andiamo a ricercare conferma e verifica dei fatti, analizzandoli
razionalmente, senza dare nulla per scontato.
In seguito all'indagine svoltasi nella biblioteca civica di Vercelli potremmo reintitolare questa
storia:

LUCEDIO. IL CASO DELLA DONNA ARSA VIVA.
MISTERO O TRAGICO EPILOGO A LUCI ROSSE?

Il triste racconto della donna arsa viva a Lucedio che si conosceva era il seguente:
Una ragazza, che la leggenda vuole vittima di rituali esoterici o satanici, muore bruciata viva dalle
fiamme che la avvolgono.
Ipotesi più razionali inducono a pensare che la poveretta, rimasta a corto di benzina, tentasse in
compagnia di una seconda persona intervenuta in suo aiuto, di rabboccare il serbatoio.
Non si capisce bene come, ma la fuoriuscita di benzina avrebbe trasformato involontariamente la
ragazza in una torcia umana.
Il tutto accadeva nei pressi di Lucedio.
Il fatto è puntualmente documentato sul giornale La Sesia in data 9 settembre 1949; ecco il
resoconto:
In frazione Badia di Lucedio, nella notte tra il 5 e il 6 settembre, per cause non ancora accertate
dall'autorità competente, una grave disgrazia ha causato la morte di una giovane di 22 anni ed ha
lasciato la di lei madre gravemente ustionata.
Non è possibile stabilire di preciso quanto avvenuto a causa dell’omertà degli abitanti
Ricostruendo la dinamica si può asserire che poco dopo la mezzanotte, in località Badia di Lucedio,
la contadina Romilda Squizzato di anni 22 e la mamma Augusta di anni 54, trasportavano benzina;
improvvisamente, per cause ignote, il liquido si infiammò provocando ad entrambe gravi lesioni.
La ragazza morì una volta tornata a casa dall’ospedale di Vercelli.
E' Maria, sorella diciottenne di Romilda, che fa luce, secondo il giornale, sull’accaduto:
La ragazza morta in seguito all’incidente, stava tornando a casa col fratello dopo aver pescato le
rane, quando si incontra con un certo Renzo Greppi di anni 25 che trasportava una tanica contenente
5 litri di benzina.
Quest’ultimo si sarebbe poi appartato in uno scantinato con Romilda per pulire, con la benzina, una
macchia sul vestito della fanciulla.
Durante il travaso sarebbe caduta della benzina sul pavimento e i giovani, per cancellare le macchie,
avrebbero acceso il liquido a terra con un fiammifero, procurato da un terzo giovane di nome Enzo
Sala di anni 20. Ciò avrebbe incendiato il carburante sul vestito di Romilda provocandole ustioni
dall’esito purtroppo letale.
Certo lo svolgersi dei fatti è quantomeno strano e il contesto fa pensare che, i due giovani ragazzi si
fossero appartati in cerca di intimità, il che spiegherebbe i contorni sfumati dell’intera vicenda come
l’omertà della gente e la scelta di un luogo così nascosto per compiere un’operazione di per sè non
maliziosa. Tuttavia dal testo dell’articolo non si comprende bene quando sia arrivata la madre e
come si sia procurata le ustioni.
Per capire la dinamica occorrerebbe analizzare meglio il fatto ma è un compito che esula dal nostro
discorso. La peculiarità della cronaca risiede in una fondamentale osservazione e cioè, come da una
storiella, da alcune dicerie che vengono considerate leggende, si storpi poi la realtà.
Innanzitutto, pur trovandosi la ragazza in prossimità di Lucedio, non si riscontra alcun nesso di
causa che associ in qualche modo Lucedio stesso allo svolgersi dei fatti.
Le prime voci di riti esoterici subito smentite, sfociano poi in un altro errore, cioè di ipotizzare che
la giovane avesse avuto un’auto rimasta senza benzina.
Sicuramente nel 1949 le auto non erano ancora molto diffuse e comunque non era il caso di
Romilda a cui la benzina serviva per smacchiare il proprio vestito